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Opportunità

Scenario di riferimento

Effetto pandemia COVID 19

La crisi globale causata dalla pandemia COVID 19 ha accelerato la transizione verso un’economia e un mondo digitale, provocando cambiamenti che avranno effetti duraturi e che rischiano di lasciare indietro i paesi che non sono pronti ad abbracciare un’esistenza più tecnologica. È quanto rileva un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), il rapporto evidenzia come la pandemia che stiamo vivendo ha fatto emergere il divario tra persone connesse e non connesse, rivelando quanto il digitale sia ben lungi dall’essere una realtà per molti. Le tecnologie digitali hanno avuto un ruolo fondamentale per il mantenimento della vita sociale ed economica durante la crisi del Coronavirus e saranno il fattore di differenziazione principale in una transizione efficace verso una società e un’economia post-pandemiche sostenibili.

 

Sguardo all’Europa

La Commissione Europea ha di recente presentato la visione, gli obiettivi e le modalità per conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030, proponendo una bussola per il digitale concepita attorno a quattro punti cardinali:

  1. entro il 2030 almeno l’80% della popolazione adulta dovrebbe possedere competenze digitali di base;
  2. infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti (connettività 5G; produzione di semiconduttori sostenibili, etc.);
  3. trasformazione digitale delle imprese, (servizi di cloud-computing, big data e intelligenza artificiale, etc.);
  4. digitalizzazione dei servizi pubblici, (servizi pubblici principali disponibili online, accesso alla propria cartella clinica elettronica, identificazione digitale (eID).

Per quanto concerne l’Italia, l’indice DESI (Digital Economy and Society Index) regionale, elaborato dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, conferma il persistente gap digitale tra Nord e Sud Italia, la Lombardia si dimostra la regione con le migliori performance, seguita da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Piemonte e province autonome di Treno e Bolzano, la Calabria risulta ultima in classifica.

 

La Calabria e la trasformazione digitale

La Regione Calabria, con l’avvio della nuova programmazione (2021/2027) si sta avviando verso una strategia di sviluppo innovativo, attraverso l’aggiornamento della S3 (Smart Specialisation Strategy) che ha lo scopo di migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche per la ricerca, la transizione digitale e l’innovazione, valorizzando gli ambiti e le nicchie di mercato dove il territorio esprime vantaggi competitivi o potenzialità di sviluppo imprenditoriale. La S3 Calabria per il prossimo settennio si svilupperà coerentemente anche alle nuove sfide di carattere globale dettate dall’Agenda 2030, dalla nuova Strategia industriale per l’Europa e dagli obiettivi della nuova politica di coesione.

A rafforzare quanto sopra esposto, è l’opportunità offerta dal Pnnr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che per il Sud ha stanziato il 40% dei 206 miliardi previsti. Il quadro economico calabrese, come si evince dal rapporto sull’economia calabrese 2021 di Banca Italia, risulta fragile ed immerso in notevoli criticità ma gli investimenti legati al Pnnr potranno segnare una svolta epocale in tutti i comparti.

 

Obiettivi strategici regionali

La Calabria è, dunque, chiamata a fare un salto di qualità, elaborando un piano che favorisca concretamente lo sviluppo del territorio.

Innanzitutto, in Calabria, occorre adeguare:

  • il sistema politico ed amministrativo della Regione, prevedendo principalmente la transizione digitale della Pubblica Amministrazione, per come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), la cui farraginosa quanto obsoleta burocrazia risulta impreparata ad affrontare questa sfida. L’opera di diffusione dell’amministrazione digitale è obiettivo anche del decreto Cura Italia (DL n. 18/2020), convertito con modificazioni dalla Legge n. 27/2020, recante “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, che all’art.76 prevede l’introduzione di soluzioni di innovazione tecnologica attraverso un gruppo di esperti per lo sviluppo di trasformazione. Infine, anche il Pnnr, nella sezione “Missione n.1”, prevede quali settori di intervento: la digitalizzazione, innovazione e sicurezza della PA;
  • il sistema sanitario calabrese, vive il fenomeno dell’immigrazione sanitaria, i Lea (Livelli essenziali d’assistenza) sono ampiamente insufficienti, le aziende sanitarie non riescono a pagare i debiti con i fornitori e l’illegalità è oramai diffusa in modo capillare. In questo contesto, le tecnologie digitali innovative giocano un ruolo fondamentale offrendo la possibilità, ad esempio, di accedere in maniera semplificata e sicura ai dati sanitari e nella gestione dei flussi informativi che intercorrono tra operatori e pazienti. Il loro apporto innovativo è connesso altresì alla capacità di predisposizione di nuove tecniche di diagnostica, cura e modelli terapeutici anche a distanza. L’introduzione a regime di tecnologie innovative potrebbe contribuire, inoltre, al contenimento della spesa sanitaria pubblica e privata, eliminando gli sprechi e razionalizzando le risorse materiali e immateriali disponibili. Con la sua bassa densità abitativa e forte dispersione territoriale, inoltre, l’erogazione dei servizi risulta fortemente condizionata dai costi; pertanto l’impiego di soluzioni tecnologiche, come la telemedicina, potrebbero avere un effetto netto su questo problema garantendo l’effettivo soddisfacimento del diritto alla salute per ogni calabrese.

In tale ambito le priorità di intervento dovranno riguardare principalmente:

  • Monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) mediante l’adeguamento dei sistemi informativi degli attori territoriali alle esigenze di governo e garantendo l’accesso universale ai Livelli Essenziali di Informazione (LEI);
  • Efficientamento delle procedure di cura primaria attraverso l’integrazione in rete dei professionisti sanitari al fine di agevolare i processi di continuità assistenziale;
  • Integrazione dei servizi sanitari e sociali nell’ambito del territorio al fine di agevolare i processi di assistenza domiciliare;
  • Facilitazione dell’accesso ai servizi da parte dei cittadini puntando sull’interoperabilità tra i sistemi;
  • Miglioramento della qualità dei servizi sanitari;
  • Supporto all’integrazione degli interventi di prevenzione attiva; – Sostegno al consolidamento e allo sviluppo delle eccellenze attraverso l’introduzione delle soluzioni orientate alla formazione continua in medicina e alla telemedicina;
  • Razionalizzazione della spesa sanitaria, attraverso il monitoraggio della domanda di prestazioni sanitarie;
  • Refertazione e documentazione clinica digitale.

La Calabria dunque fanalino di coda per la trasformazione digitale, così come si evince anche dal rapporto sulle smart cities del Forum PA 2021, un ritardo ancora più grave davanti alle sfide post pandemia ed all’opportunità del Pnnr, occorre, pertanto, stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo calabrese, rafforzando il livello di conoscenze e attivando le opportunità offerte dalla digitalizzazione.

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